La nostra piada
Piada
Per 10 piade
farina tipo 0 kg 1
strutto di puro suino di prima qualità g 200
sale g 15
acqua tiepida q. b.
Fare la fontana con la farina. Disporre all’interno lo strutto, fatto
ammorbidire a temperatura ambiente, e il sale. Aggiungere acqua
tiepida, fino a formare un impasto morbido e liscio. Formate dieci
palline e fate riposare coperto con panno pulito per quindici minuti.
Stendete le piade del diametro di venticinque cm e allineatele una a
fianco all’altra su dei panni puliti. Se si attaccano mentre le stendete,
aggiungete un po’ di farina sulla spianatoia.
Si passa ora alla cottura. Il “testo” deve essere ben caldo, come il
ferro da stiro quando si deve stirare il cotone – lino. Appoggiare la
piada sul testo e punzecchiarla con una forchetta muovendola per
fare in modo che si cuocia in modo uniforme. Quando sara` cotta da
un lato giratela e cuocetela dal lato opposto.
Sarebbe meglio mangiare le piade mano a mano che si cuociono. Se
dovete aspettare, tenetele al caldo ma non sovrapponetele. Nel caso
si possono anche velocemente riscaldare.
Tratto dal libro di ricette di Magnani Lia “farina del mio sacco”
Pasqua a Riccione

Cosa ha organizzato per le festività di Pasqua la città di Riccione?
Per il week end di Pasqua a Riccione sono in programma numerosi eventi sportivi, quali:
“Adria Cup” – torneo internazionale di calcio
“Beach Line Festival” torneo internazionale di beach volle
“Coppa Adriatica” torneo internazionale di calcio
Non mancheranno mercatini e iniziative musicali. Sperando in un tempo soleggiato si potrà organizzare un pic nic in spiaggia, girare la città in bici, passeggiare per le vie del centro.
limoncello

Conobbi questo liquore negli anni ’80, durante le vacanze a Ischia.
Guardavo con meraviglia le piante cariche di limoni enormi con la buccia spessa e un po’ bitorzoluta. Pensavo fossero cedri.
“Sono limoni delle nostre coste”, mi disse una donna che li vendeva, indovinando la mia curiosità. “Con questi si fa principalmente il limoncello!”. Limoncello? Non sapevo cosa fosse e così le chiesi di spiegarmi di più. “E’ un liquore digestivo fatto con la buccia di questi limoni, ed è molto apprezzato”. Chiesi allora la ricetta, che la donna mi diede molto gentilmente
Magnani Lia
Spaghetti Trampolines
Era il 1975 quando introdussi questo piatto nel nostro menu.
Prima della loro introduzione ufficiale dovetti lavorarci sopra parecchio, perché sentivo che la ricetta non era ancora completamente a punto.
Gli spaghetti con le cozze non sono certo parte della tradizione locale, anzi le cozze erano viste da alcuni con un certo sospetto, e il loro approvvigionamento inizialmente era possibile solo attraverso le persone che andavano a raccoglierle sugli scogli a Gabicce. In seguito fu possibile comprarle in pescheria, e allora pensai che era il momento di introdurle nel menu.
Così provai e riprovai e alla fine, anche grazie ai suggerimenti di qualche cliente, raggiunsi la ricetta definitiva. Anche questo piatto è caratteristico del nostro ristorante perché siamo stati i primi a farlo, ed è molto apprezzato da chi è goloso di mitili.
Magnani Lia
spaghetti alle vongole
Qui a Riccione, gli spaghetti alle vongole si sono sempre fatti condendo gli spaghetti con un sugo fatto con le vongole sgusciate. Le vongole, prodotto caratteristico, della pesca riccionese, costavano poco, e per questo erano chiamate, in dialetto “purace”, cioè “poveracce”, cibo tipico dei poveri.
A un certo punto, molti anni fa, soprattutto a causa di una pesca indiscriminata, il loro prezzo salì da cento a cinquecento lire al kilo.
Non volevamo modificare il prezzo sul menu, anche perché, nella nostra considerazione, si trattava pur sempre di “poveracce”, e così mi venne un’idea.
Perché invece del solito sugo con vongole sgusciate, non farli direttamente col guscio?
A Napoli dopo tutto li hanno sempre fatti così, inoltre avevano anche un aspetto più invitante ed erano più fragranti.
In un primo momento la novità fu presa con un certo stupore, ma i clienti la accettarono poi con entusiasmo.
Oggi questa presentazione del piatto ha sostituito in pratica ovunque quella più antica.
Sono orgogliosa di essere stata fra i primi a introdurre questo cambiamento nella cucina riccionese.
Magnani lia
dolce al mascarpone
E’ una vecchia ricetta consigliata da nonna Renata (la mia mamma).
L’ho inserita nel menu del nostro ristorante quasi per scherzo, dopo che era stata per tante volte protagonista delle nostre feste in famiglia.
Non pensavo certamente al successo che ha avuto e che ha ancora oggi.
Dal 1966 è il più richiesto di tutti i nostri dolci.
Magnani Lia
auguri di natale
Faraona ripiena al mascarpone

Nel menu del pranzo di Natale di quest’anno proponiamo questa ricetta tradizionale della nostra famiglia, che viene gustata ogni anno con grande soddisfazione di tutti. Siamo sicuri che piacerà molto anche ai nostri clienti. La ricetta è anche questa volta tratta dal libro “Farina del mio sacco”, della titolare del nostro Ristorante: Lia Magnani. A questo proposito ricordiamo che per chi lo volesse sono disponibili gratuitamente ancora alcune copie del libro, che è stato distribuito a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta. Faraona ripiena al mascarpone Per 6 persone faraona pulita, se volete disossata kg 1 carne di manzo macinata g 100 mascarpone g 100 parmigiano grattugiato g 100 pane grattugiato g 100 uova 1 o 2 sale, pepe, aglio, prezzemolo q. b. funghi porcini secchi, alloro, ginepro a piacere Fare un composto con la carne, il mascarpone (tenerne da parte un poco per spalmarlo poi sulla faraona), il parmigiano, il pane e le uova. Aggiungere aglio e prezzemolo tritati. Salare e pepare. Se piace aggiungere al composto alcuni funghi porcini secchi ammollati tritati finemente. Riempire con il composto la faraona e chiuderla con ago e filo. Spalmatela con il mascarpone tenuto da parte. Metterla in una casseruola da forno con sotto della carta da forno. Se piace, aggiungere alloro e bacche di ginepro. Coprire con la pellicola di alluminio e cuocere in forno a 200°C. fino a che non è cotta. All’ultimo togliere la pellicola di alluminio per fare dorare.
Ciliegie sotto spirito
Dal libro di Lia Magnani, “Farina del mio sacco – Ricordi e Ricette”.
La titolare del nostro ristorante ricorda di come le piacevano, quando era piccola, le ciliegie sotto spirito messe in un bicchiere con la neve.
L’abbondante nevicata di questi giorni ci sembra l’occasione ideale per riportare questa ricetta, che ovviamente va fatta d’estate, per potere essere gustata quando fa freddo.
Ciliegie sotto spirito
ciliegie grosse sode e mature kg 1
zucchero g 300
alcol puro o grappa o vodka l 1
Lavare e asciugare le ciliegie, tagliare il gambo con le forbici a un cm dal frutto. Metterle in un vaso a chiusura ermetica. Aggiungere lo zucchero.
Si verserà l’alcool solo quando lo zucchero si sarà sciolto per la metà del suo peso. È importante sbattere il vaso ogni tanto, per aiutare il formarsi dello sciroppo.
Saranno speciali in inverno, buone sulla macedonia o sulla torta.
La neve
Devo dire, ricordando un inverno lontano, che sono il massimo messe in un bicchiere con la neve.
Forse era solo suggestione, perché le avevo prese di nascosto.
Forse avevano il gusto del proibito, ma provate a pensare: correvo nella neve a gambe nude mentre con qualche ciliegia mi scaldavo.
Prolungavo così il mio gioco: cercavo i posti non ancora calpestati. Sprofondavo nella neve fin sopra al ginocchio.
Troppo bello!
Nota bene: una volta non si usavano i pantaloni lunghi, né per le donne né per i bambini!
piatti nuovo menu’
Branzino in crosta di patate e carciofi





